Parole come PIPA, SOPA, pirateria e libertà si susseguono in questi
giorni e riecheggiano nel mondo, almeno quello virtuale.
La semplice proposta di porre un veto alla libertà di parole, di
diffusione delle proprie idee, di porre dei limiti a diritti
fondamentali da sempre presenti nelle costituzioni e negli statuti
della storia del mondo, mi fa essenzialmente spaventare. Lo stesso
flickr ha indetto per lo scorso 18 gennaio uno sciopero invitando chi
volesse a oscurare le proprie foto, per mostrare come sarebbe il mondo
se tutto ciò accadesse, come sarebbe vivere in un mondo nero, senza i
colori e le sfumature della libertà di opinione. Basta leggere e
capire i testi delle proposte al vaglio del sistema decisionale
americano per capire che, se tali proposte fossero attuate, realtà
come flickr, facebook o lo stesso Google rischierebbero di smettere di
esistere, almeno come noi oggi le conosciamo.
Ed allora io ho voluto protestare, nel mio piccolo, cancellando la mia
identità, mostrando solo il mio profilo, un profilo comune a tutti gli
altri, un profilo che senza le mie opinioni e le mie idee non può
assolutamente mostrare e manifestare ciò che sono.
Perché siamo andati troppo avanti per buttare tutto, e tornare al
1984.
Manfredi Caracausi
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