Poche sono le cose che ricordo ... e son passati due anni. Sarà forse colpa della demenza senile che mi ha colpito in modo precoce.
Poche, ma essenziali.
Dal rigagnolo di sangue che scivolò dietro al mio orecchio ai quei colori sgargianti dettati dall'anestesia che spero di non vedere più.
Vedere...è questo che chiedo ogni singolo giorno a Dio. Anche solo un flebile bagliore di luce, per poter dire cio' che ho dentro grazie alla fotografia.
C'era tanto freddo. Una donna con l'ombrello arancione volteggiava su quelle foglie secche...pioveva...ed ogni lacrima di pioggia che toccava quelle foglie sembrava concretizzare l'urlo della mia paura. La paura ... si ... quella me la ricordo bene. Sapevo di essere in ottime mani ... ma la preghiera al buon Dio echeggiava dal mio cuore verso il cielo ... accade ancora oggi ... con un'intensità maggiore ... perché devo far comprendere in qualche modo ad «E» quello che ho dentro ... quindi almeno un minimo bagliore di luce, mi serve !
La foto inserita in questo post non è inserita a caso ... lo ricordo quell'abbraccio in viale regione ... ricordo anche quella coppola verde ... ricordo quella notte passata con due anime che mi guardavano sorridenti ma dentro di loro ... si ... anche loro, a modo loro, pregavano ... con un'intensità rara... ed è forse pregando che è nata la fotografia di questo post ... perché diciamocelo chiaro ... la speranza ... se sentita veramente ... fa esaudire i desideri.
Ricordo anche il dolore alla testa che causavano le scaffe dall'aereoporto a casa ... e la voce di quel Fratello ritrovato che mi diceva: «Pé...pari un canuzzu vastuniatu» ... sarà stata forse colpa di quel giubbotto grigio chiaro e della benda all'occhio che rendevano il mio pallore quasi un bagliore.
Ricordo il buio ... quell'insopportabile buio che in 4 mesi mi ha fatto ripetere allo sfinimento di portare pazienza, di sopportare il dolore delle ferite ... perché anche se ci fosse stata l'ipotesi che nulla sarebbe stato come prima, qualcosa di buono per chi amo e per chi mi ama l'avrei comunque potuta fare.
Due anni son passati, proprio in questo momento, due anni fa, ero su un freddo letto d'ospedale. E forse non è un caso che oggi la nevralgia mi porta dolore all'occhio ... forse è proprio per ricordarmi le emozioni che ho provato,
Ora son qui ... tante cose son cambiate ... forse sono cambiato un po' anch'io ...
Se son qui a scrivere, VEDENDO, è grazie al Dr. Sciabbica, che grazie alla sua rara umiltà ed elevata professionalità, mi ha affidato alle mani del Dr. Beltrame ... la mia vita sul palmo di una mano ... [grazie]
Se son qui ... è grazie all'amore dei miei genitori ... di mia sorella ... e dei miei zii ... che mi hanno accolto a casa loro come un figlio, come un fratello, con l'amore raro che ogni nucleo familiare dovrebbe avere.
Se son qui è grazie alla Mammatriosca ... che non mi ha lasciato solo un istante ... che riesce sempre, in qualche modo, a gridarmi quanto è grande cio' che prova per me ...
Se son qui ... è grazie agli amici che ci sono stati ... e che ci saranno ... sempre e per sempre
Per voi ... per TUTTI VOI... ci sarò sempre ... bagliore di luce o meno
[grazie]